INVITO a
Associazioni, Organizzazioni, Istituzioni
ad ogni persona implicata nel lavoro
con i migranti e gli esclusi
Un anno dopo la 10 ma Conferenza SMES-Europa di
Roma (23 25 gennaio 08) dove - tra l'altro abbiamo discusso
il tema ‘Migranti: Dignità – Salute’, questo
soggetto dell'emigrazione e dell'integrazione partecipativa
hanno continuato a suscitare grande interesse fra gli
operatori del settore sanitario e sociale, che lavorano con
le persone marginali ed escluse.
L’indesiderabilità
caratterizza sempre più le politiche relative ai migranti,
ed il suo ovvio corollario: rifiuto attivo, esclusione e
discriminazione impregnano sia il parlare politico che le
conseguenti reazioni dei cittadini, mentre l'accoglienza
umanitaria ed i principi d’integrazione cittadina rimangono
a livello di buone intenzioni.
Non per nulla cosi si esprime il Parlamento europeo che
…si rammarica che fino ad oggi le misure adottate dal
Consiglio e dagli Stati membri siano state misure
principalmente repressive per il controllo dei flussi
migratori e non proattive nei paesi terzi. Ha ricordato di
conseguenza il suo punto di vista secondo il quale le
strategie che mirano a ridurre la povertà, migliorare le
condizioni di vita e di lavoro, creare impieghi e sviluppare
la formazione nei paesi d'origine, contribuiscono a lungo
termine a gestire dignitosamente ed adeguatamente i flussi
migratori. Per il Parlamento, è anche primordiale
considerare positivamente il potenziale dell'immigrazione in
un contesto di co-sviluppo.
I cosidetti illegali
(clandestini-invisibili),
come altri gruppi della popolazione ai margini, nei
confronti dei quali si accaniscono tutte le politiche
repressive, non sono altro che la punta dell'iceberg di un
fenomeno sociale strutturale, gestito in modo assolutamente
inadeguato e incoerente dalla classe politica in Europa.
Inoltre, a causa del loro statuto – cosiddetto illegale
- queste persone sono considerate come una minaccia
permanente all'ordine pubblico e, di conseguenza, ogni
mezzo utile, tanto amministrativo che poliziesco,
diventa giustificato, allo scopo di contrastare
questa minaccia, per una pseudo sicurezza del cittadino.
Questi ‘altri e diversi’ ai margini
della società, siano essi nazionali, europei o di paesi
terzi, ma ugualmente discriminati, spesso sfruttati
ed attivamente respinti. ci sollecitano oggi a
riflettere sulla situazione scandalosa ed intollerabile di
ogni persona marginale ed esclusa, siano essi i “senza
…permesso, …cura, …alloggio„,
I migranti senza permesso, clandestini ed illegali
non hanno allora altro modo di proteggersi dall’espulsione
che diventando invisibili, restando senza identità, senza
appartenenza sociale e per questo maggiormente vulnerabili
ed esposti ad ogni forma di sfruttamento ed all'arbitrarietà
.
È in questo contesto che SMES-Europa propone un seminario di
riflessione, prospettiva e di proposta, che avrà luogo il
24 25 settembre 2009 (data proposta) a Malta, che
- come l'isola di Lampedusa (IT), l'isola di Samos (GR.) e
le isole Canarie (SP) - conosce la tragedia degli sbarchi
clandestini di tutta questa sofferenza umana.
“Ferite invisibili e vulnerabilità’
è il titolo emblematico dato a questo seminario e vorrebbe
essere un Forum ove sia possibile scambiare esperienze,
conoscenze e riflessioni che stimolino pratiche innovative e
integrative, rispettose e valorizzanti la diversità, ma dove
al tempo stesso si organizzino prese di posizione chiare e
senza compromessi nei confronti di una cultura politica
basata sull’indesiderabilità e sul rifiuto.
Se l’esercizio della vostra professione vi mette a confronto
con queste problematiche, vi invitiamo a partecipare
all’iniziativa SMES, preparando con noi il seminario di
Malta ed inviandoci proposte e suggestioni a partire da
alcune questioni preliminari:
-
Come contribuire alla promozione del diritto di tutti al
benessere,
implicando i professionisti e tutta la società civile ?
-
Come suscitare un slancio di vero umanismo
di fronte al rifiuto attivo del diritto fondamentale di
ogni persona a una vita in dignità e salute, rifiutando
decisamente ogni forma di tacita accondiscendenza allo
sfruttamento dei migranti senza permesso ?
-
Come proporre, in Europa oggi, una cultura della
solidarietà,
alternativa alla diffidenza nei
confronti dei migranti poveri, richiedenti asilo
cosiddetto “economico-umanitario ?
-
In che modo esigere che si associno i servizi sociali e
sanitari istituzionali
alle iniziative di ‘solidarietà suppletiva’ (es.
ambulatori privati per migranti)?
Come suscitare un slancio di vero umanismo
di fronte al rifiuto attivo del diritto fondamentale di ogni
persona a una vita in dignità e salute, rifiutando
decisamente ogni forma di tacita accondiscendenza allo
sfruttamento dei migranti senza permesso ?
-
Come proporre, in Europa oggi, una cultura della
solidarietà,
alternativa alla diffidenza nei
confronti dei migranti poveri, richiedenti asilo
cosiddetto “economico-umanitario ?
-
In che modo esigere che si associno i servizi sociali e
sanitari istituzionali
alle iniziative di ‘solidarietà suppletiva’ (es.
ambulatori privati per migranti)?
Questi interrogativi di fondo potrebbero sollecitarci nella
preparazione del seminario, per quanto riguarda il contenuto
e il metodo:
A.
TEMATICA GENERALE
1. Premessa :
la salute mentale degli immigrati, nel rispetto del loro
diritto alla salute e ad una vita degna, non è attualmente
presa in considerazione in Europa; al contrario, diversi
tipi di barriere impediscono concretamente l'accesso ai
servizi sanitari.
Fin quando e come la cosiddetta
`solidarietà
suppletiva' (ambulatori privati assistenziali …) può e
deve sostituire le carenze di un dovere istituzionale di
servizio a tutti ?
2. Tema
centrale :
un'attenzione specifica sarà dedicata alle ‘ferite
invisibili ed alla vulnerabilità’ dei
-
Migranti,
considerati come pericolosi invasori, in minima
parte illegali, attribuzione troppo spesso usata
per giustificare qualsiasi forma di negazione di
diritto, di malversazioni e di sfruttamento;
-
Operatori,
troppo spesso a confronto con le contraddizione e le
incoerenze dei regolamenti, norme e decreti che non
rispettano né il diritto fondamentale e ancor meno,
l’etica e la deontologia professionale;
-
Cittadini, nel
confronto dei quali si fomenta la paura e il rigetto
attivo, piuttosto che sostenere la sua tendenza alla
solidarietà ed alla accoglienza, che facilitano la
coesione sociale
3.
Analisi :
dove l’invisibile diventa visibile:
-
La strada, gli squats, i centri d'accoglienza,
-
I servizi medici ambulatoriali,
-
I campi di detenzione o di permanenza temporanea
B. METODO
e OBIETTIVI
Tre percorsi preparatori:
saranno organizzati possibilmente tre workshops, in
preparazione al
Seminario di Malta, in 3 paesi diversi (Italia, Grecia e
Spagna) per identificare e focalizzare le
problematiche specifiche che costituiranno i temi dei tre
workshops del seminario a Malta.
La metodologia sarà quella della inter-visione (peer
review – mutual learning):
-
Attraverso gli scambi di
conoscenze ed esperienze, identificare, valutare i
bisogni delle persone, i problemi e le difficoltà (anche
di ordine normativo e finanziario) incontrate e le
soluzioni proposte e/o previste.
-
Attraverso studi ed analisi
confermare l'ipotesi secondo la quale rifiutando di
vedere il problema, (cioè la possibilità di
accesso
gratuito per tutti al servizio sanitario nazionale), si
aumentano il problema ed i costi congiunti.
Proporre per questo una
all’approvazione dell’assemblea una dichiarazione comune
in proposito.
-
Proporre INSIEME una visione/lettura umanista
partecipativa e solidale e
non esclusivamente utilitaristica e
pragmatica dei migranti, denunciando al tempo stesso e
con fermezza ogni forma di lavoro in nero e di sviluppo
di un sistema economico parallelo.
Vi invitiamo dunque ad una collaborazione attiva per
-
strutturare
l'idea ed il contenuto del seminario allo scopo che sia
un luogo efficace di discussione aperta, di scambio
valorizzante, di proposte concrete che spingono al
cambiamento
-
proporre una metodologia
semplice, pratico, partecipe per permettere e facilitare
la comunicazione tra tutti
-
elaborare una strategia chiara ed efficace
per promuovere, comunicare e diffondere i messaggi
prioritari
Per qualsiasi informazione complementare non esitate a
contattarci
Luigi Leonori
Presidente
SMES-Europa